
Ozma si rinnova, ripartendo dopo una lunga stasi ma anche un grande passato.
Questo portale infatti si chiamava un tempo "Ozma, la comunita' di siti multiservizi" ed era un insieme di spazi web di diverso contenuto, capace di attirare centinaia di visitatori al giorno e l'interesse dei giornali.
Oggi Ozma riparte, per realizzare alcuni importanti progetti tra cui la libera divulgazione, l'informatica ed altre tematiche.
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Nell’accingermi per la prima volta ad un viaggio di lavoro in Iran, il simbolo per molti del “fondamentalismo islamico”, non ho perciò messo in valigia particolari pregiudizi positivi, non più di quanto mi sentissi sul punto di sprofondare in un girone dantesco. Il viaggio stesso, pur nella sua brevità, è stato d’altronde un’occasione per confermare, integrare e correggere l’impressione generale che mi ero già formato sul paese sulla base di informazioni ed esperienze indirette.
Chi avrebbe immaginato che, nel 2009, i governi mondiali avrebbero dichiarato una nuova Guerra ai Pirati? Mentre state leggendo quest’articolo, la British Royal Navy – con il sostegno dalle navi di più di due dozzine di stati, dall’America alla Cina- sta navigando verso le acque somale per affrontare uomini che noi ci figuriamo ancora come furfanti da sceneggiata con tanto di pappagallo sulla spalla.
L'autore della frase che segue non è – come forse potrà credere qualcuno – Giuseppe Stalin, e nemmeno Saddam Hussein, e men che meno Osama bin Laden: «noi possediamo varie centinaia di testate atomiche e missili, e siamo in grado di lanciarli in ogni direzione, magari anche su Roma. La maggior parte delle capitali europee sono bersagli per la nostra forza aerea».
Le esperienze negative possono condurre a felicità e comprensione. La vita è disordinata. Quando rifiutiamo questa confusione – e facendo questo rifiutiamo la vita – rischiamo di percepire il mondo attraverso la lente della nostra economia e delle nostre scienze. Ma se celebriamo la vita con tutte le sue contraddizioni, la accettiamo, ne facciamo esperienza e, in definitiva, ci conviviamo, c’è la possibilità per una vita spirituale piena non solo di dolore e disordine, ma anche di gioia, comunione e creatività. Derrick Jensen
La grande stampa non se n'è accorta subito, ma la guerra caucasica dell'agosto 2008 è uno degli eventi più importanti degli ultimi vent'anni. Segna un passaggio molto delicato, per molti spiazzante. Dopo l'11 settembre 2001 fu recitato il mantra del “nulla sarà come prima”. La formula andrà rispolverata, magari in modo più giudizioso.
La NATO rimprovera la Russia per la Georgia e minaccia misure. «Niente sarà più come prima tra NATO e Russia», dicono i nostri, tracotanti. Mosca risponde: se la NATO punirà la Russia, la Russia punirà la NATO. Visto che i nostri «governanti» europei ci hanno messo come cittadini su questa rotta (di collisione) sarà il caso i vedere i rapporti di forze in campo, la potenza militare e lo spirito combattivo della frazione europea del cosidetto atlantismo.
MOSCA. L’Ossezia del Sud vive la guerra. Ha chiesto l’indipendenza e sta ricevendo dure risposte fatte di pallottole, razzi, bombardamenti, distruzioni, lutti. Tutto accompagnato da una tragica pulizia etnica che rafforza, nello stesso tempo, quella tesi secondo la quale la guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi. Un seguito, quindi, del procedimento amministrativo attuato dagli stati e dai governi.
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